Recentemente, fra un decreto di espulsione, un pacchetto sicurezza e una passata di olio di ricino, la Lega Nord ha trovato il tempo di inserire nella prorpia agenda un disegno di legge proposto in Senato a maggio e ripresentato pochi giorni fa. Il ddl riguarda la possibilità di produrre legalmente la grappa in casa. Un'operazione che da sempre gli italiani sono costretti a fare in barba alla legge la quale pone ad oggi il divieto sulla produzione poichè essa evaderebbe la tassa (di otto euro al litro!) che lo Stato senza fare nulla recepisce dai produttori industriali, i quali poi fanno il prezzo al consumo.
Ma nel proprio impegno (spesso ignorante e mal espresso) di recuperare e conservare le "tradizioni" la Lega ha deciso che bisogna finirla e che dovrà essere possibile produrre distillati in maniera casalinga purchè questi siano destinati all'autoconsumo e/o alle degustazioni gratuite. Da una parte questo consentirebe a persone che conosco abbastanza bene di produrre la propria grappa senza temere retate stile Chicago anni '20, da un'altra agli agriturismi (agriturismo? agriturismos?) di offrire una graspeta ai propri clienti. E qui, prevedendo un possibile arresto nei consumi, arriva l'alzata di scudi dei produttori che sostengono (in fondo in maniera motivata, secondo me) che la grappa artigianale non sia sicura come quella industriale: l'antico adagio per cui bisogna tagliare la testa e la coda del distillato richiede una certa perizia altrimenti in bottiglia finisce anche un po' di metanolo, capace addirittura di uccidere.
Dopo qualche perplessità iniziale comunque, gli altri partiti hanno dato il loro via libera e nei prossimi giorni dovrebbe arrivare il sì in commissione Agricoltura.
Io sono contento di questa mossa della Lega. Ma come amico strettissmo, ma poprio stretto stretto di alcuni produttori di grappa fatta in casa invito tutti a guardare bene nel bicchiere se in futuro verrà offerta un grappa fatta in casa. La distillazione (qui il noto chimico avallerà o meno) può avvenire di tutti ciò che contenga alcool, ovvero il prodotto della fermentazione di tutto ciò che contenga zucchero, anche... che ne so? un pomodoro, o un pacco di pasta, o un cadavere...
Ma nel proprio impegno (spesso ignorante e mal espresso) di recuperare e conservare le "tradizioni" la Lega ha deciso che bisogna finirla e che dovrà essere possibile produrre distillati in maniera casalinga purchè questi siano destinati all'autoconsumo e/o alle degustazioni gratuite. Da una parte questo consentirebe a persone che conosco abbastanza bene di produrre la propria grappa senza temere retate stile Chicago anni '20, da un'altra agli agriturismi (agriturismo? agriturismos?) di offrire una graspeta ai propri clienti. E qui, prevedendo un possibile arresto nei consumi, arriva l'alzata di scudi dei produttori che sostengono (in fondo in maniera motivata, secondo me) che la grappa artigianale non sia sicura come quella industriale: l'antico adagio per cui bisogna tagliare la testa e la coda del distillato richiede una certa perizia altrimenti in bottiglia finisce anche un po' di metanolo, capace addirittura di uccidere.
Dopo qualche perplessità iniziale comunque, gli altri partiti hanno dato il loro via libera e nei prossimi giorni dovrebbe arrivare il sì in commissione Agricoltura.
Io sono contento di questa mossa della Lega. Ma come amico strettissmo, ma poprio stretto stretto di alcuni produttori di grappa fatta in casa invito tutti a guardare bene nel bicchiere se in futuro verrà offerta un grappa fatta in casa. La distillazione (qui il noto chimico avallerà o meno) può avvenire di tutti ciò che contenga alcool, ovvero il prodotto della fermentazione di tutto ciò che contenga zucchero, anche... che ne so? un pomodoro, o un pacco di pasta, o un cadavere...


2 commenti:
D'altrone c'e' anche chi imbottiglia acqua putrida e la spaccia come grappa...
...già conosco molto bene anche chi fa questo...e c'è anche chi non è in grado di distunguere la grappa dall'acqua putrida che, viste le successive rivelazioni, è un'ipotesi possibile.
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